Il Dieci pubblica oggi il primo articolo della rubrica con cui il Consigliere comunale Michele Spagnuolo commenterà i temi ed i lavori del Consiglio comunale di Erba. “Il Dieci” è sempre stato disponibile a pubblicare le idee e le opinioni di tutti per cui ci auguriamo in futuro di ricevere e pubblicare anche gli interventi e i commenti degli altri Consiglieri e degli altri gruppi presenti a Palazzo Majnoni.
Di Michele Spagnuolo
Il Consiglio comunale è la sede deputata al dibattito politico /amministrativo del comune, ma è soprattutto il luogo dove sono rappresentati i cittadini.
Nel corso delle sedute consiliari dovrebbe manifestarsi un momento alto del confronto politico, sempre nel rispetto delle proprie scelte e delle idee altrui. E i Consiglieri comunali, al termine del confronto, vivace e aspro a volte, dovrebbero votare nella piena coerenza e consapevolezza delle proprie scelte.
Premesso quanto sopra, come principio acquisito e indiscutibile, capita che a volte si voti più per appartenenza ad un gruppo che per il “contenuto della deliberazione posta in votazione”. Prevalentemente per “ragioni di equilibri tra i gruppi”. Questo è “pacifico”, ma non è detto che sia anche giusto.
In questo caso, riservandomi altri argomenti per il futuro, gradirei soffermarmi su un momento importante del Consiglio comunale di Erba del 16 dicembre scorso che ha animato il dibattito cittadino delle ultime settimane. Ha fatto scalpore la dichiarazione del Capogruppo di Fratelli d’Italia che al momento del voto relativo ad una deliberazione, ha detto che il “Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, vorrebbe essere informato prima sugli argomenti da votare. Ma che avrebbe comunque votato a favore”.
Fermo restando il rispetto dovuto al Consiglio comunale nella sua interezza, ma dopo una dichiarazione “importante” come questa, mi sarei aspettato un voto contrario ed una reazione più coraggiosa e orgogliosa. L’aspetto che ha stimolato questa mia riflessione, non è certo rivolto alle ragioni dei singoli consiglieri che sono facilmente comprensibili, ma al valore del “dibattito politico” che deve essere sempre più elevato, più rappresentativo e più credibile. Quanto richiamato oggi, è solo un momento fra tanti altri che si possono susseguire e che possono appartenere ai diversi rappresentanti in seno al Consiglio. In generale, serve ridare voce ai cittadini e riconquistare la loro fiducia, attraverso il contributo di tutti e partendo dai piccoli comuni, sino ai livelli più alti della rappresentanza nazionale.
Per concludere: a volte si decide senza condividere e conoscere l’argomento in votazione, almeno stando alle dichiarazioni espresse. Ma le ragioni vere “sembrano essere altre”. Questo aspetto specifico, riguarda i gruppi che amministrano la città di Erba e che cercano un equilibrio che non hanno mai raggiunto. Le diverse componenti stanno formalmente nella stessa maggioranza, ma sostanzialmente non sono d’accordo su molte scelte. Ecco perché mi aspetterei maggiore coraggio con posizioni più nette da parte di qualche Gruppo o singolo Consigliere comunale, sino ad aprire una formale “crisi di maggioranza” e provocare un chiaro dibattito politico. Le dimissioni di due assessori e i cambiamenti di deleghe, sono stati solo un’ulteriore conferma delle spaccature esistenti. Sarebbe stato più coerente uscire dalla maggioranza e continuare a rappresentare gli elettori da semplici Consiglieri comunali. Una maggioranza profondamente divisa, è una maggioranza incoerente.
Come detto, ci sono scelte in politica che sembrano “naturali” e che vengono accettate passivamente oramai come una consuetudine. Ma questo modo di agire ha prodotto sempre di più effetti negativi. Le scelte devono essere coerenti e giuste se si vuole ridare dignità alla rappresentanza politica.
