Un libro di Emilio Galli sulla Resistenza nel nostro territorio

Il 25 aprile ho partecipato, in qualità di relatore, al convegno dedicato alla mostra “La libertà, una volta acquistata, va coltivata e mantenuta. La Resistenza di Erba – 1945/2025”. La mostra, a cui ho contribuito come consulente storico, presenta una documentazione di particolare valore inerente ai protagonisti della Resistenza a Erba. Al convegno ho presentato l’ultimo mio libro “Le Brigate Matteotti e la Resistenza socialista nel territorio di Como e Lecco 1943-1945, Nodo libri, 2024, commissionatomi dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perreta” di Como. Il direttore del DIECI, presente al Convegno, mi ha chiesto di scriverne una breve presentazione, cosa che faccio volentieri. La mia ricerca ha permesso di ricostruire il ruolo dei socialisti nella Resistenza locale, argomento poco trattato nella storiografia locale. Il lavoro si basa sul riesame delle poche notizie presenti nei testi relativi alla Resistenza nazionale e locale, su documenti reperiti in Archivi e sulle Schede compilate dai partigiani nell’estate 1945 per volere dell’AMG (Allied Military Government), conservate dall’Istituto “Perretta” e ora digitalizzate nel sito dell’Istituto. Dopo aver ricostruito il contesto storico del 1943-45 ed evidenziato i personaggi del socialismo comasco e lecchese, il libro analizza in modo sistematico la nascita e lo sviluppo della II e III Brigata Matteotti, operanti nel nostro territorio, ad opera di Renato Saverio. In particolare si è riconosciuto il ruolo del Battaglione Erba, quasi ignorato dalla storiografia locale. Fu costituito da Stefano Nava, un antifascista già arrestato nel 1935, condannato al Confino per cinque anni, e poi sottoposto a controllo dal regime fascista. La mostra, nella Biblioteca comunale di Erba, espone, tra gli altri. il documento del 28 aprile 1945, in cui il Maggiore Mario Noseda, comandante di una colonna di 400 militi della Brigata Nera “Rodini” (responsabile della fucilazione di 14 partigiani nella Valsassina), dichiara di arrendersi a Stefano Nava. Nel libro si trattano anche le vicende di altre formazioni partigiane operanti nel nostro territorio, esaminando anche gli errori e i conflitti interni alla Resistenza. Il libro si chiude ricordando una frase di un volantino socialista, ritrovato nell’Archivio dell’Istituto “Perretta”, che si ritrova nelle parole pronunciate nel 1970 da Sandro Pertini: “Non può esservi vera libertà senza giustizia sociale e non si avrà mai vera giustizia sociale senza libertà”.  Parole che sono un monito per i nostri tempi in cui aumenta l’ingiustizia sociale e si indebolisce la democrazia.

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