La venticinquesima giornata ha confermato l’indifferibile necessità di mettere mani al Var che resta uno strumento prezioso utilizzato in modo cervellotico, come dimostra la partita di sabato sera tra Inter e Juventus. Prima dell’espulsione di Kalulu, i bianconeri avevano dominato in lungo e largo mandando in tilt i nerazzurri, apparsi impotenti e smarriti. Luciano Spalletti ha dato una lezione di calcio a Chivu che, contro le grandi, continua a dimostrare gravi limiti nella conduzione di un organico che resta il più forte del torneo.
La capolista continua a cannibalizzare le piccole per poi ridimensionarsi drasticamente con le grandi. La vittoria contro la Juve non ha sconfessato questa costante trattandosi di una partita palesemente falsata dall’espulsione di Kalulu. Le immagini hanno chiarito subito che Bastoni aveva tratto in inganno l’arbitro simulando un fallo inesistente del difensore bianconero. Purtroppo, il regolamento ha inibito al direttore di gara di ricorrere all’ausilio del Var che avrebbe evitato la gazzarra che sappiamo. Tutti, interisti esclusi, hanno gridato allo scandalo ma, in verità, le cose scandalose sono altre. Vediamole.
1) L’attuale regolamento del Var risulta grottesco. Bisognerebbe, infatti, prevedere l’intervento della sala Var nelle ipotesi di errore arbitrale nei rigori (concessi o non) e nei falli da espulsione (rilevati o non). Occorre, inoltre, riconoscere alle squadre il diritto di invitare l’arbitro a consultare il Var;
2) Il comportamento di giubilo di Bastoni é risultato indegno di un professionista;
3) Parimenti, risulta indegna l’aggressione dell’arbitro da parte dei dirigenti juventini sulle scale che conducono allo spogliatoio;
4) Infine, risulta fuori luogo l’ondata moralista abbattutasi su Bastoni.
Le simulazioni hanno ammorbato il calcio italiano e latino per decenni e non si é mai fatto nulla per punire o deplorare giocatori come Pippo Inzaghi, Nedved, Neymar, Quadrado, giusto per citare alcuni tra gli “attori” più spregiudicati di questo inveterato malcostume. Gabbare l’arbitro resta un merito per una certa subcultura sportiva diffusa, perfino, nelle partite giovanili. Sarebbe, pertanto, auspicabile maggiore correttezza e lealtà da parte di tutti gli operatori rinunciando ad atteggiarsi a ipocriti moralisti senza macchia e senza paura.
Parlando di calcio vero, dopo la partita di San Siro, possiamo dire che il campionato é tutt’altro che chiuso. Il Milan avanza a fari spenti e continua a macinare punti. Massimiliano Allegri si sarà fregato le mani nel vedere l’Inter annaspare: il derby è alle porte e sarebbe delittuoso rassegnarsi. La vittoria di Pisa ha dimostrato la duttilità del tecnico rossonero che ha cambiato modulo più volte adattandolo alle sostituzioni. Dettaglio statistico: i rossoneri vantano il primato di imbattibilità in Europa con 23 partite consecutive senza sconfitte.
Bellissima partita al Maradona. La Roma ha sprecato il doppio vantaggio contro un Napoli che, malgrado le assenze, non muore mai. Tra i giallorossi, in evidenza Malen che ha dimostrato di essere stato un grande acquisto segnando la sua seconda doppietta. Quando la partita sembrava segnata, é spuntato il colpo di magia dell’acquisto di gennaio, Alisson Santos, che ha regalato al Napoli il pareggio con una prodezza da campione. Vedremo se lo è davvero o se si tratta solo di un fuoco fatuo. Il campionato delle “sette sorelle” continua, pertanto, ad affascinare. Malgrado il Var.

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