Il Partito Democratico boccia l’assestamento di bilancio 2026-2028 approvato dal Consiglio regionale lombardo e rilancia sul tema delle concessioni idroelettriche. Secondo il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo, la gestione del patrimonio idroelettrico potrebbe garantire alla Regione risorse significative da destinare a servizi, opere pubbliche e infrastrutture.
«Il nostro giudizio sull’assestamento di bilancio 2026-2028 appena approvato è decisamente negativo», afferma Orsenigo al termine della maratona d’Aula. «Troppi i problemi della Lombardia che non trovano risposte, dalle liste d’attesa in sanità agli stanziamenti sulla sicurezza, alle infrastrutture, alla mobilità. Da parte di Giunta e maggioranza il ritornello è sempre lo stesso: non ci sono soldi».
Per il consigliere dem, tuttavia, esisterebbe una fonte di risorse ancora largamente inutilizzata: le concessioni per la produzione di energia idroelettrica.
«Sul nostro territorio abbiamo una miniera d’oro: le concessioni idroelettriche, che, se gestite nel modo giusto, darebbero una prospettiva unica di sostenibilità economica nei decenni a venire», sostiene Orsenigo.
Secondo i dati citati dal consigliere regionale, in Lombardia ci sono attualmente 20 concessioni scadute che continuerebbero a corrispondere canoni ritenuti irrisori rispetto all’energia prodotta. A queste si aggiungerebbero ritardi nel pagamento dei canoni dovuti alla Regione.
«Risultano risorse incredibili a cui Regione potrebbe attingere e non lo fa», afferma Orsenigo. Il consigliere guarda anche alle concessioni destinate a scadere nei prossimi anni: «A breve scadranno altre 50 concessioni da cui, a conti fatti per difetto, potremmo ricavare 1 miliardo di euro in più di risorse da usare per servizi, opere e infrastrutture».
Il tema, secondo il Pd, riguarda quindi non soltanto le entrate regionali, ma anche la distribuzione sul territorio dei benefici economici legati alla produzione idroelettrica.
«Oggi c’è una montagna di soldi che entra nelle tasche dei grandi gruppi dell’energia e non va sui territori che ne avrebbero bisogno. E questo non è accettabile», sostiene Orsenigo.
A sostegno della propria posizione, il consigliere cita anche i 205 milioni di euro recentemente ricevuti dalla Lombardia da Enel, a seguito di un lungo contenzioso conclusosi con una sentenza della Corte di Cassazione. Si tratta di somme dovute dal 2021 per lo sfruttamento dell’acqua destinata alla produzione di energia attraverso le centrali idroelettriche.
«In sostanza, sono le tasse arretrate», spiega Orsenigo, precisando che le risorse seguiranno due percorsi: una quota relativa ai canoni sarà trasferita alle Province, mentre una parte derivante dalla cosiddetta «monetizzazione dell’energia gratuita» sarà destinata direttamente ai Comuni sul cui territorio è presente almeno un’opera connessa alla concessione.
I 205 milioni rappresenterebbero, secondo Orsenigo, soltanto un’anticipazione delle potenzialità economiche legate al rinnovo delle concessioni.
«Sono tanti soldi, proprio perché arrivano più annualità arretrate insieme, ma sono solo un assaggio di quello che potrebbe essere con il rinnovo delle concessioni», afferma. Il motivo, secondo il consigliere, è legato ai margini economici del settore: «Dove ci sono nuove gare o nuovi accordi, dati i margini che ci sono nel settore, i concessionari sono disposti a pagare molto di più pur di tenersi la concessione».
Da qui la richiesta alla Giunta regionale di accelerare sulla gestione delle concessioni.
«Ogni giorno che passa senza rinnovarle significa soldi persi, investimenti non fatti, energia in più non prodotta. Di questi tempi, non è un danno da poco», conclude Orsenigo. «Perciò insistiamo sul fatto che la Giunta deve decidersi ad affrontare il tema della gestione delle grandi concessioni dell’idroelettrico: è la partita del secolo».

