Quattro giorni. Dal 19 al 22 marzo. Oltre 80 musicisti pronti a invadere ogni angolo di Bergamo. Joe Lovano, per la terza volta al timone, ha deciso che quest’anno non si scherza: si celebrano i cent’anni di Miles Davis e John Coltrane, e lo si fa come si deve. Per tutte le date: Fare Vedere Sentire

“Setting The Pace”: chi detta il ritmo comanda
Lovano ha scelto un titolo che non lascia spazio a interpretazioni: “Setting The Pace”. Dettare il ritmo. Dettare il passo. Esattamente quello che Miles e Trane hanno fatto per decenni, cambiando le regole del gioco ogni volta che qualcuno pensava di averle capite. E questo festival promette di fare lo stesso.
Al Donizetti si fa sul serio

Venerdì 20 marzo si parte con Dave Holland e Lionel Loueke, che non hanno bisogno di presentazioni se sapete cosa significa far cantare un contrabbasso e una chitarra. Subito dopo sale Steve Coleman con i Five Elements. Vent’anni dall’ultima volta a Bergamo, e torna con quel suo funk visionario dove l’improvvisazione più folle si scontra con strutture compositive che ti fanno venire il mal di testa (nel senso buono).

Sabato 21 arrivano i Bad Plus, ma non in formazione standard. No, troppo facile. Reid Anderson e Dave King si portano dietro Chris Potter al sax e Craig Taborn al piano. Quattro mostri sacri che suoneranno le composizioni che Keith Jarrett scrisse per il suo American Quartet, quello con Dewey Redman, Charlie Haden e Paul Motian. Roba da far tremare le ginocchia.

A seguire, Lakecia Benjamin torna dopo il trionfo del 2023. Cinque nomination ai Grammy in pochi anni non sono un caso: la sassofonista newyorkese sa il fatto suo e presenterà il suo nuovo album.
Domenica 22 è la serata che Joe Lovano ha architettato personalmente per Miles e Coltrane. Sul palco: Avishai Cohen alla tromba (uno che di poetica milesdavisiana ne capisce), George Garzone al sax (studioso ossessivo di Coltrane), Shabaka Hutchings al flauto (perché il nuovo jazz britannico ha molto da dire), Jakob Bro alla chitarra con quel suo tocco raffinato che ti entra nelle ossa. Al piano Leo Genovese, alla base Drew Gress e Joey Baron. Una sezione ritmica che da sola vale il viaggio.
I biglietti per le singole serate partono dal 28 gennaio. Non dite che non vi avevo avvertito.
Il Sociale non sta a guardare
Giovedì 19 marzo, al Teatro Sociale di Città Alta, Franco D’Andrea apre le danze con il suo nuovo trio. Con lui Gabriele Evangelista al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria: tre che insieme hanno suonato praticamente tutto quello che c’era da suonare nel jazz italiano. Stessa sera, ecco Melissa Aldana con il suo quartetto. La sassofonista cilena ha una tecnica brillante, certo, ma quello che conta davvero è che ha uno stile suo, riconoscibile, personale.

Domenica 22 pomeriggio, Simona Molinari con “La Donna è Mobile”: canzone d’autore mischiata al jazz, band tutta al femminile, un viaggio musicale e teatrale che parte dall’aria verdiana per andare ovunque. Con lei Chiara Lucchini, Sade Mangiaracina, Elisabetta Pasquale e la bergamasca Francesca Remigi.
Il jazz invade la città (e fa bene)
Quest’anno debuttano due location che faranno parlare. Prima: l’Aula Picta del Palazzo Vescovile, in Piazza Duomo. Jazz mai visto prima in questo spazio. Qui Wayne Horvitz (giovedì 19, ore 18.00) e Leo Genovese (domenica 22, ore 11.00) suoneranno da soli, piano solo, dialogo con se stessi e con le tastiere. Roba intima, potente.
Seconda new entry: l’Auditorium dell’Istituto Palazzolo. Venerdì 20 alle 18.00 i Jazz Passengers, pilastri della downtown scene newyorkese dagli anni Ottanta. Sabato 21 alle 17.00 il power trio di Hedwig Mollestad, chitarrista norvegese che promette un mix esplosivo di improvvisazione e sonorità rock che ti sbattono contro il muro.
All’Accademia Carrara (sabato 21, ore 11.00) suona il Trio Relevé della violinista Anaïs Drago, mentre nella bellissima Sala Piatti di Città Alta (domenica 22, ore 15.00) troverete Norma Winstone, icona del jazz britannico dagli anni Sessanta, in duo con Kit Downes, uno dei pianisti europei più interessanti del momento.
Scintille di Jazz: dove nascono i nomi di domani
Nove edizioni, e Scintille di Jazz è ormai una garanzia. Cinque concerti, tutti a ingresso libero, curati da Tino Tracanna. Si parte giovedì 19 al Circolino di Città Alta con il duo Simone Locarni-Gianluca Palazzo (ore 18.30). Venerdì 20 ci si sposta al Dieci10 di Via Quarenghi per i Nomads di Danièl Gaspàr Reynoso (ore 18.30).
Sabato 21 da Daste (ore 18.30) arriva la Panorchestra di Tino Tracanna, che si è appena aggiudicata il referendum Top Jazz 2025 di Musica Jazz come “miglior disco dell’anno”. Non male.
Per il “Dopo Festival” delle 23.00, due appuntamenti a NXT Bergamo di Piazzale Alpini: venerdì 20 con Siphonoforo del chitarrista bergamasco Marco Pasinetti, sabato 21 con il quartetto del sassofonista Giacomo Cazzaro.
Prenotazione consigliata, posti limitati, vi conviene muovervi in fretta.
Le info che servono
Abbonamenti alle tre serate del Donizetti: da 43 a 101 euro (ridotti da 34 a 81 per gli under 30). Biglietti singoli Donizetti: da 19 a 45 euro (ridotti da 15 a 36). Teatro Sociale: 25 euro il 19 marzo, 20 euro il 22 marzo. Altri concerti: 15 euro.
Vendita dal 28 gennaio per Donizetti e concerti vari. Per il Sociale già in corso.
Info e biglietti: www.bergamojazz.org
Bergamo Jazz 2026 non è un festival. È un’invasione. E voi dovreste esserci.
